giovedì 8 ottobre 2020

Quali sono le migliori videocamere/dslr/mirrorless del 2020 e quali sono le uscite più interessanti del 2021?

E' un po' di tempo che non scrivo più sulle videocamere. Chi mi conosce mi chiede spesso consigli perchè col mio lavoro di regista e creatore di contenuti, sono in costante aggiornamento.

Le videocamere possono servire in molte circostanze diverse, ci possiamo trovare in una situazione "shot and go" dove è necessario girare velocemente


Come ci possiamo trovare su un set dove abbiamo tempi diversi, ma anche requisiti di qualità differenti



Negli anni ho utilizzato molte camere diverse, come la Panasonic Gh5, la Sony A7 II, la Black Magic Pocket cinema 4k, o anche macchine di fascia più alta, come Red Scarlet, Red Dragon, ecc..

Di mio, vi sorprenderà la cosa, ma sono rimasto alla fedele Gh4, probabilmente una delle migliori macchine mai uscite, che ho dotato di accessori (rig, microfono, numerose ottiche, adattatori, ecc...).
Non ho fatto "l'upgrade" alla Gh5 (o GH5S) in quanto, nonostante sia una buonissima macchina, a mio avviso non è così tanto superiore alla Gh4, tale da giustificarne un'acquisto e la stessa cifra preferisco investirla in ottiche.
Certo se uno deve acquistare una macchina ora, nella scelta si può optare per la 5, spendendo leggermente di più, ma come upgrade non sono convinto e perciò aspettero la Gh6, prevista per l'inizio dell'anno prossimo.
Ho lavorato anche con delle macchine che, per quanto siano molto buone, le trovo overrated, cioè sopravvalutate. Mi riferisco in particolare alla serie C di Canon (un ibrido a metà fra una dslr e una viedocamera, che a mio avviso non è nè carne ne pesce) e le Black Magic Pocket Cinema, che ho usato, che reputo ottime camere, ma non mi piace la resa dei colori. Ho visto anche un confronto con la vecchia pocket (avevano anche fatto un upscaling della risoluzione, portandola a 4k) e onestamente era pure più bella da vedere! Per non parlare del fatto che sia uscita la 6k, pura operazione di marketing, perchè alla fine oggi è più che sufficiente il 4k per qualsiasi lavoro.
Vedere per credere https://www.youtube.com/watch?v=uFMYVsKY3Es (e sfido chiunque a trovare o giustificare una differenza!). Ribadisco, non sto dicendo che le sconsiglio o che non mi piacciono queste macchine, dico solo che per i miei gusti personali e le mie valutazioni, non le inserisco in questo elenco delle mie preferite.
Non parlo nell'elenco di camere bridge, che possono essere valide ma di cui non me ne intendo, nè di marchi che non conosco e non ho mai usato quali Nikon, Fujifilm e Olympus. O meglio li ho usati tutti e tre per le foto, ma non per i video.

Dopo aver provato come dicevo diverse macchine durante questi anni per il mio lavoro, vorrei fare una guida, divisa per fascia di prezzo, relativa a quelle che sono secondo me le migliori scelte del 2020, indipendentemente dalla loro data di uscita, ma per loro caratteristiche tecniche.

Fascia entro 2000€

Panasonic Gh4

La prima. sarò di parte, ma è la mia fedelissima Gh4, di cui avevo fatto anche uno dei primi tutorial italiani e di cui parlavo qui nel blog.
Questa camera è probabilmente la prima mirrorless totalmente video friendly, con un menù dedicato proprio ai video, e con una rapidità di utilizzo, che possiamo definire "shot and go" che poche macchine tutt'ora hanno. Nonostante ciò è altamente personalizzabile e settabile, oltre ad essere molto cinematografica nel look, in particolare lavorando col v-log (una sorta di raw) e personalizzando dopo l'immagine, oltre alla presenza della risoluzione 4k c, cioè il 4k cinematografico (cioè 4096x2160). Dotandole degli accessori giusti, del rig e delle ottiche giuste diventa una macchina perfetta per ogni tipo di lavoro, in particolare con un gimbal (esempio uno Zhiyun weebill lab o S) che compensa la mancanza di assenza dello stabilizzatore in caso si necessiti di fare riprese molto stabili, o di un normale spallare.
Se vogliamo trovarle un difetto, paragonandola alle macchine attuale, non lavora benissimo alle basse luci, in particolare alzando gli iso l'immagine ha abbastanza rumore (un po' di rumore è accettabile, lo troviamo anche nei film di grandi produzioni, ma ad alti iso è troppo).
Attualmente la si riesce ad acquistare nuova con meno di mille euro, mentre usata anche a circa 500€.
Nessuna macchina a questo prezzo offre queste prestazioni, e per questo la metto assolutamente al primo posto. Sono contento che diversi videomakers su youtube abbiano fatto dei video dove hanno lo stesso mio pensiero riguardo a questa splendida macchina.
Ha un sensore micro 4/3 e monta relative ottiche, con gli adattatori si possono montare altre ottiche, sulle quali ci sarà un crop factor (cioè una moltiplicazione focale), che si può annullare con uno speedbooster o altri speciali adattatori.
Come esempio di video vi mostro questo fan movie tratto dai Power Rangers che ho girato due anni fa https://www.youtube.com/watch?v=EyiSU3pASX4



Panasonic Gh5

Al secondo posto metto la più recente Gh5, che aggiunge delle caratteristiche interessanti, ma come ho spiegato all'inizio, non le ho reputate tali da giustificare un upgrade.
E' uscita anche la Gh5s che aggiunge altre cose come una maggiore luminosità anche con poca luce, maggiore profondità di colore, ecc.. ma toglie la stabilizzazione, probabilmente perchè è più dedicata prettamente ad essere una macchina "cinematografica" dove abitualmente non si usa la stabilizzazione dell'immagine, ma si lavora caso mai a spalla.
Sicuramente due macchine eccellenti, che superano ovviamente la Gh4, ma che chiaramente costano di più, circa il doppio. E a parità io preferisco, in caso di budget ristretto, investire in una lente in più. Certo se non guardate al budget, potete andare direttamente sulla Gh5s unitamente ad un gimbal per quando vi serve la stabilizzazione.
Come video vi mostro questo, che è un test low lights della Gh5s https://www.youtube.com/watch?v=dw7qjwt5mWU dove potete vedere quanto renda questa macchina anche con luci molto basse e naturali. Il sensore è sempre un micro 4/3.


Sony A6400 e A6600

La serie A6000 di Sony è molto interessante. Sono rimasto positivamente colpito da queste macchine che riescono a rendere immagini molto belle. Nella serie 6000 più i numeri si alzano più la macchina è superiore. Queste sono due macchine molto simili, le differenze sono quasi impercettibili, e la cifra è vicina, parliamo di circa 1000€ per la A6400 e circa 1300 per la 6600.  Le differenze evidenti riguardano la batteria (quella della 6600 dura di più) e le dimensioni (la 6400 è leggermente più piccola e leggera). Hanno entrambe un ottimo autofocus molto veloce. Sono stabilizzate ma non quanto la Gh5 (così come la A7 nonostante sia superiore alla Gh5, non è stabilizzata quanto la Gh5). Più che perdermi in caratteristiche tecniche, che si trovano ovunque, vi lascio due video che a parer mio rendono bene il look della camera, il primo è un vlog cinematografico https://www.youtube.com/watch?v=tAW9psd1G90 che mostra la 6400, mentre per la 6600 vi mostro un bellissimo video di "prewedding" che sembra un film tant'è bello https://www.youtube.com/watch?v=vCONmxntjDM certo c'è la mano dell'autore, ma la macchina giusta sicuramente aiuta. Nel complesso le trovo due macchine meno cinematografiche delle precedenti Panasonic di cui vi ho parlato, ma per chi preferisce i le macchine Sony, con i relativi colori e modalità di utilizzo, sono due ottime scelte. Entrambe hanno un sensore aps-c. Se vogliamo sono una versione economica e non full frame della serie A7. Queste sono, dai test che ho visto, le mie due preferite, ma ne esistono e ne sono in uscita anche molte altre.


Sony FS700

E' una macchina uscita diversi anni fa, se non erro almeno 8. All'epoca costava molto di più, oggi la si trova a 1000€. Può fare il 4k registrando su un'unità esterna, e ha un look estremamente cinematografico. Il sensore è un super 35mm con un attacco e-mount. Ben 14 stop di dynamic range.
Guardare per credere https://www.youtube.com/watch?v=LqFLincmYi0
Certo non è una macchina shot and go, ma se cercate qualcosa di cinematografico a basso costo, ma con una resa super, l'avete trovato. E' una macchina professionale, con cui si possono girare grandi cose di qualità, ma appunto necessità di una certa impostazione dietro, non è shot and go significa che non è come una gh4 o una fs700 che arrivi attacchi l'ottica e vai. Ci vuole più tempo ad impostare tutto, oltre a dover considerare la dimensione della camera. Ma a questo prezzo oggi, non esiste niente di nemmeno lontanamente paragonabile! 

Samsung NX1

Lo stesso anno di uscita della Gh4, Samsung si è avventurata nel mondo del video prosumer con questa NX1, macchina molto simile nella resa alla Panasonic, con prevalenze nei colori teal and orange (cioè i colori tendono di base ad andare verso l'azzurro e l'arancione, cosa che possiamo notare anche nella Gh4 e Gh5). L'ottica in dotazione col kit era già molto buona, e non nego che mi piacerebbe prenderla, oggi si trova a circa 500€ usata con un'ottica inclusa, cifra che la rende molto appetibile.
Guardate questo video per avere un esempio della resa https://www.youtube.com/watch?v=_d_wnZAKwkk questo invece è un video realizzato all'epoca dell'uscita della macchina, molto bello https://vimeo.com/114834209 dove si può notare che è stata assecondata e rafforzata la colorimetria della macchina, cioè verso il teal and orange. Da notare anche questo video quanto sia cinematografico e bello, sia per i colori che per la qualità dell'immagine in generale https://vimeo.com/124287295 il sensore della macchina è un CMOS APS-C. Davvero un peccato che si siano fermati a questa macchina (oltre a qualche modello collaterale, sicuramente anche quelli di qualità, come la NX30) ma non siano andati avanti con la stessa serie, che molti attendevano, la NX2.


Sigma FP

Sigma lancia sul mercato la più piccola full frame al mondo, ad un prezzo oltretutto alquanto contenuto, circa 1500€ nuova, e 2000€ con kit.
La Sigma fp è una macchina molto particolare a partire dal nome che la descrive, dove FP sta per “fortissimo pianissimo”, terminologia musicale che rappresenta l'idea della fotocamera secondo i produttori. E' una fotocamera modulare: il corpo è della dimensione più piccola che si poteva realizzare intorno alla baionetta, di tipo L, lo stesso usato da Leica e Panasonic, è stato studiato per essere personalizzato a seconda delle esigenze. Guardate questi due bellissimi video.. al di là che chi li ha fatti è stato bravissimo, notare che sono stati fatti a luci naturali, e nonostante ciò l'impatto è molto cinematografico https://www.youtube.com/watch?v=yCiBanwtYUk e questo https://www.youtube.com/watch?v=svBnOJIF4u8
Vorrei mostrare anche un video girato con un comparto cinematografico (luci, ottiche, troupe, set, ecc..) ma che mostra proprio per questo il massimo potenziale della macchina, che in alcune inquadrature sembra proprio quello di una vera macchina da cinema https://www.youtube.com/watch?v=PUqcU9X0-y8


Fascia 2000€ - 5000€


Sony A7 III

Nelle shot and go probabilmente una delle migliori in commercio, ne esistono poi varianti che cambiano le caratteristiche come la S e la R, oltre ad avere cambi di prezzo. Di base costa circa 2000€, con un sensore full frame, quindi estremamente luminosa anche quando abbiamo condizioni di scarsa luminosità e senza rumore.
Questo è un video di Bradon Li, uno dei migliori filmaker al mondo a parer mio, soprattutto per i video travel, che usa sempre macchine Sony. Vi invito a vedere questo suo bellissimo video con la Sony A7 III https://www.youtube.com/watch?v=0Tc01YLHwpk mentre questo è sempre un travel video, ma più immerso nella natura, a Bali https://www.youtube.com/watch?v=qG32jM4tGFk di un altro videomaker. Potete vedere che come la Panasonic, anche la Sony è molto shot and go, e ha un look molto cinematografico. La scelta in questo caso va al gusto personale.


Panasonic S1H

Interessante anche la sorella minore S5, anche se ancora non mi sento di valutarla fra le migliori perchè non l'ho mai usata e i test usciti non sono ancora tantissimi e tali da poterla definire.
Fra i difetti trovo un'immagine estremamente pulita, quasi troppo, andando contro il concetto di cinema (immagine più da pellicola) e diventando di conseguenza un'immagine, a mio avviso, più televisiva o da studio, o adatta a quei film che richiedono questo tipo di immagine per esigenze stilistiche.
Il corto che hanno presentato è indubbiamente molto bello https://www.youtube.com/watch?v=bzVNtK3Hylo mentre questo è un video sempre sullo stile travel https://www.youtube.com/watch?v=6pGohT4uMug dove in questo caso se vogliamo è il contesto del paesaggio scelto a sporcare l'immagine con i tanti dettagli presenti, oltre ad un granding davvero ben fatto.
La macchina costa 3500€, un prezzo abbastanza equo per ciò che offre: 4k cinematografico, 14 stop di range dinamico, un sensore super 35, 




Canon Eos R5

Ha il difetto di essere cara (4500€), è una macchina al pari di una A7 III, risoluzione a parte, il problema è che Canon si fa pagare, e onestamente non mi è mai piaciuta più di tanto per il video (al contrario delle foto, dove la reputo la numero uno) nonostante sia stata proprio Canon ad aver reso mainstream il video con le dslr con la 5D II che è importante specificare, al contrario di quanto pensano molti, non è stata la prima dslr a fare il video, ma era stata la Nikon D90, che tuttavia faceva al massimo 720p come risoluzione, mentre la 5D mark II poteva arrivare a 1080p, quella risoluzione standard che la rese più popolare. Questa Canon tuttavia a parte il prezzo ha un'immagine davvero bella, con colori sgargianti e il suo forte è di arrivare fino a 8k di risoluzione, che come dicevamo anche se attualmente non è così sfruttabile, risulta pur sempre una risoluzione molto alta per una dslr. Non parlo della 1Dx III perchè anche se mi piace molto la sua resa d'immagine, non vale assolutamente gli oltre 7000 euro che costa, con cui si trova ben altro, nè della nuova R6 perchè 
Eccovi un video della R5 girato da Peter McKinnon https://www.youtube.com/watch?v=BULfDZvMYdo altro bravissimo videomaker e ambassador di Canon. Per lavorare ad 8k è sicuramente la migliore. La R6 non è molto diversa, anzi dai test risulta quasi uguale, ma allora la Sony la supera, per cui non ho messo la R6 in questo elenco.



Panasonic dvx200

L'unica videocamera ad ottica non intercambiabile di cui parlo in questo elenco.
purtroppo è ancora cara, ma nel suo genere (macchina ad ottica fissa) è probabilmente la migliore. 
Usata si trova sui 2500 mentre nuova sui 4000. Se il prezzo calasse ulteriormente potrebbe diventare un interessante affare. Veloce, stabile per via del corpo macchina, con una resa di immagine molto simile alla Gh4, ma con tutti i vantaggi e i settaggi di una videocamera vera e propria con v-log e 12 stop di range dinamico. Il limite sono l'ottica fissa (nonostante di qualità, equivalente circa ad uno zoom 30-400 con apertura 2.4). Vista l'ottica fissa, potrebbe essere interessante montargli un Letus (io ne ho ben due, quando ai tempi c'era bisogno dell'adattatore per mettere le lenti sulle macchine a ottica fissa) e vedere l'effetto, per quanto appesantirebbe la camera, ma perchè no.
Guardate questo bellissimo video girato in Giappone https://www.youtube.com/watch?v=LFFQLIgqY00
Può rivelarsi una macchina molto utile anche da studio, viste le varie uscite di cui dispone, e può essere affiancata ad un'altra delle Panasonic sopracitate, parlando di utilizzo cinematografico/documentaristico, lasciandola come seconda macchina fissa, o come macchina a spalla vista la lunga durata delle batterie e di registrazione e il corpo macchina solido.



Leica SL2 e Q2

A livello di resa video sono fra le mie macchine preferite. Colori bellissimi, profondità sia dei bianchi
che dei neri, ma il problema è rappresentato dal prezzo. Stiamo parlando pur sempre di due full frame 4k che vengono vendute a circa 4.000€ (molto simili fra loro, differenze minime, per esempio la SL2 fa slow motion 60 anche a 4k e aggiunge il 5k). Purtroppo Leica fa pagare molto il brand, un po' come Canon. Se guardiamo la S3 per esempio costa 18mila €! Ma è fatta d'oro?
Un vero peccato perchè ad una cifra più competitiva sicuramente avrebbero una fetta di mercato più ampia. Probabile che l'abbiano capito, infatti dovrebbe uscire la SL2-S che dovrebbe essere una variante della SL2 più economica e molto video friendly. Discorso simile per la precedente SL, ottima ma sempre cara, e costa poco meno quindi a quel punto tanto vale andare sulla 2.
Per la Q2 guardate che meraviglia questo video https://www.youtube.com/watch?v=zT4D1BWPdiQ
Mentre per la SL2 un video più fashion/portrait https://www.youtube.com/watch?v=SidG-9NtNXY




Fascia over 5000€



Panasonic Eva1

Personalmente penso che Panasonic con questa macchina, il cui nome completo è AU-Eva1, abbia creato un qualcosa di simile alla serie FS di Sony, che mancava nel loro brand su questa fascia. Il corpo però è più compatto e leggere di queste ultime. Monta un sensore super 35 da 5.7K e ha 14 stop di gamma dinamica che può registrare anche in RAW. E' talmente leggera che volendo, estremizzando la cosa, la si può tenere persino con una mano e farsi dei vlog, come mostra Potato Jet (youtuber che molti conosceranno) in un suo video. Nonostante ciò, non è una macchina di fascia bassa, anzi, è un strumento per fare cinema. La macchina ha gli iso che possono essere alzati persino a 25000 iso, anche se si inizia a percepire del rumore video oltre i 3200. E' possibile tuttavia creare un compromesso riducendo il rumore video, con un riduttore di rumore NR, che tuttavia funziona poco sulle immagini in movimento creando delle scie. La macchina offre delle immagini molto belle, veramente cinematografiche. Con questa macchina entriamo da prosumer nel mondo del cinema vero e proprio. Guardiamo questo video del noto Philip Bloom https://www.youtube.com/watch?v=QjEQ7NPFcLQ per ammirare la Eva1 in delle immagini di tutti i giorni. A differenza di una macchina come quelle della serie S1, l'immagine è più "sporca" meno nitida, meno televisiva, più da grande schermo. Anche in questo video musicale potete cogliere la qualità di questa macchina https://www.youtube.com/watch?v=fDztgnBF_yI


Sony FS5 / 7

Tutti gli appassionati di cinema conoscono le Fs5 e 7 che rappresentano le entry level nel cinema di Sony (le high level da cinema, sono le Cinealta, di cui fra l'altro ne possiedo una, la Pmw-X3, macchina cinematografica che purtroppo si ferma al 1080). Sono macchine abbastanza simili, con cifre che vanno nuove rispettivamente a 5 e 7.000€ mentre usate a qualcosa di meno. Le Fs, già dalla 700, e ancor di più con la 5 e la 7, hanno rappresentato le prime macchine da presa cinematografiche a basso costo, e per questo, per chi ha budget, rappresentano sempre una scelta eccellente per lavorare in modo professionale, come dicevo prima, con tutti i pro e i contro dell'avere una macchina da cinema.
Il sensore è un CMOS super 35 con attacco e-mount. Questo è un video della Fs5 https://www.youtube.com/watch?v=-LpsGh-jAIY mentre questo della Fs7 su cui potete vedere come rende bene sui primi piani https://www.youtube.com/watch?v=pq8ttzVV56k



Black Magic Mini Ursa Pro 12k

Black Magic esordisce con una macchina che fa addirittura il 12k. Come ho scritto sopra questo marchio ha fatto tantissime macchine molto particolari nel tempo, decisamente rivoluzionarie nel design e nelle dimensioni. Alcune a mio avviso sopravvalutate, per quanto buone, altre invece quasi sottovalutate, come questa. Una cinepresa digitale con un sensore Super 35 di 12.288 x 6480 e 14 stop di gamma dinamica. E' la terza generazione delle camere Ursa. Da non sottovalutare anche il comparto slow motion: è possibile riprendere a 60 fps in 12K, a 110 fps in 8K e fino a 220 fps in Super 16 4K. L'attacco è di tipo PL. Guardate i test.. sono pazzeschi, siamo davanti ad una macchina estremamente cinematografica nonostante il prezzo relativamente contenuto. Siamo ad un altro livello rispetto a qualsiasi altra Black Magic. Sarei molto combattuto se dovessi scegliere fra questa e la Eva1. Il 12k è relativamente importante, è la macchina ad essere eccellente: qui una resa cinematografica generica, con dei paesaggi https://www.youtube.com/watch?v=PxG8vNwnZj0 mentre questo video è più sui primi piani invece https://www.youtube.com/watch?v=eV2fJioAV4A
E' in vendita a circa 10.000€. 



Red Raven

Saliamo di prezzo, e ci fermiamo qui (dopo si andrebbe a cifre troppo alte). Siamo sicuramente su una cifra importante, ma possiamo avere una Red, ad un prezzo relativamente contenuto e completa di tutto per poter girare. Ho lavorato diverse volte con camere Red, compresa con questa, che avevo pensato più di una volta di acquistare ma non ho mai concretizzato in quanto la richiesta di una macchina di questo tipo è relativamente bassa.
Il bello di questo kit è che è completo di tutto, non serve nient'altro (e spesso nelle red ciò che fa lievitare il prezzo sono anche i vari accessori quali il monitor, l'hd esterno per registrare - che nelle red si chiama mini-mag) include persino un'ottica Sigma 18-35 1.8.
Esistono anche Red che si potrebbero valutare, come la One Mx o la Scarlet, che usate si possono trovare entro i 5.000€, mentre il kit Raven costa nuovo circa 13.000€ mentre usato si trova anche a meno. Quindi bisogna in questo caso valutare cosa offrono le altre varianti usate, ma il mio consiglio potendo investire una cifra di questo tipo, è di prendere questa macchina, aggiungendo poi un'ottica più lunga, magari con un adattatore. Ricordiamoci che avremo una macchina da cinema a tutti gli effetti, con la differenza che questo kit, così come in parte anche la Scarlet, rispetto alle altre Red è un po' più "shot and go" oltre che leggera e più piccola, ma a parte la prontezza di utilizzo (solitamente ben lontano da questo tipo di macchine) ci troviamo davanti a qualcosa che va già oltre la fascia prosumer, di cui fanno parte tutte le altre macchine, e rientra nella fascia professionale. In caso di gimbal e altri accessori, scordiamoci tutto ciò che siamo abituati ad usare con altre macchine leggere come le dslr/mirrorless, qui si usano ben altre attrezzature (steadycam con braccio, gimbal a due mani, ecc..).
Certo la qualità che avremo è ciò che le altre macchine tentano di imitare, ma che bisogna anche saper gestire (viceversa sprecata). Difficile definire bene la differenza, ma forse una delle caratteristiche principale la troviamo nei neri e nei bianchi, le Red e le macchine cinematografiche in generale tendono a far vedere le sfumature anche nelle parti più nere e più bianche, più scure e più chiare, cosa che viene percepita come cinematografica, e che al contrario le macchine più economiche, anche se buone, tendono ad appiattire. Questo il video dimostrativo https://www.youtube.com/watch?v=aa6ybhw_V2U


E ora vediamo invece le macchine più attese in uscita per il 2021:

Su tutte direi la Panasonic Gh6, la prossima macchina che sicuramente comprerò, anche per mantenere invariato il parco ottiche. Rifacendosi al nome è presumibile avrà il 6k come risoluzione.
Poi avremo la Sony A7 mark IV, che dicono farà l'8k, e sarà insieme alla Gh6 probabilmente fra le più attese dell'anno, andandosi a collocare fra le top di gamma prosumer. 

In arrivo sembra anche ci possa essere, forse entro fine anno, Panasonic BGH1. Appare molto interessante, con un sensore Live MOS Micro 4/3 da 10.2 megapixel e 13 stop di gamma dinamica. 
Potrebbe essere una videocamera e non una mirrorless/dslr, ci sono alcune foto che girano in rete fra cui questa 



Un piccolo aggiornamento, la BGH1 è uscita, e non è altro che una camera a cubo modulare, tipo la z-cam, originale nel design, ma alla fine con le stesse caratteristiche di una GH5S, quindi niente di nuovo, oltre all'assenza del monitor che obbliga a prenderlo esterno.

E nel frattempo è uscita una Red economica, tale Red Komodo, che oltre a poter essere trovata nera, c'è anche in un'edizione Stormtroopers bianca, che omaggia Star Wars, e costa molto meno di qualsiasi altra red, parliamo di circa 5000€. La qualità? Siamo chiaramente indietro rispetto alle altre Red, parliamo più di una prosumer pompata, ma studiata da Red, e la cosa divertente è la pubblicità l'ha fatta Jason Momoa! https://www.youtube.com/watch?v=hRuS8QaewH0

lunedì 3 agosto 2020

Batman - la mia classifica dei film

Il personaggio di Batman é senza dubbio fra i più conosciuti, iconico e amati della storia dei fumetti. Da questi ultimi, alle serie TV ai cartoni animati. Il franchising dell'uomo pipistrello é fra quelli di maggiore successo di tutti i tempi.

Bruce Wayne, miliardario che ha deciso di dedicare la sua vita alla lotta al crimine, dopo aver assistito all'uccisione dei suoi genitori, Per combattere il crimine Bruce nasconde la sua identità diventando Batman, indossando un costume da pipistrello (costume che con progredire delle serie cambierà look, passando da una semplice tuta ad un costume più tecnologico). La sua base è la "bat-caverna", situata proprio sotto alla villa dove abita. Non è solo, ma è affiancato dal suo fedele maggiordomo Alfred e successivamente da molti altri personaggi, anch'essi iconici, come Robin, Batgirl, Catwoman, ecc..

Il personaggio è stato creato nel 1939 da Bob Kane, fumettista e pittore. I Supereroi erano già noti nel periodo, su tutti Superman, e si voleva creare un personaggio che avrebbe replicato tale successo; sono evidentemente riusciti nell'impresa.

Sin dagli anni '40 Batman è stato quindi protagonista di fumetti, cartoni animati e serie tv. Il personaggio è stato utilizzato in tantissimi franchising, anche improbabili, come Batman vs Predator (una mini serie a fumetti, probabilmente tratta da un cortometraggio in cui Batman combatteva contro un Predator e degli Alien) e vi sono gli spin off dove non appare Batman, ma solo personaggi di contorno, come il film su Catwoman, o la serie Gotham dove troviamo Bruce che ancora non è diventato Batman.
Una delle trasposizioni più belle, che riprende nello stile i due film di Burton, è la serie animata di Bruce Timm ed Eric Radomski, prodotta dalla Warner Bros. La serie, nata negli anni '90, aveva un taglio molto cinematografico, e per quanto fosse adatta anche ad un pubblico molto giovane, era al tempo stesso una serie con un'atmosfera oscura e dark, e che trattava approfonditamente anche molte tematiche adulte.

Ma quello che vorrei prendere in analisi sono i film, di cui vorrei fare una personale classifica, dal migliore al peggiore, anche se devo dire che mi sono tutti piaciuti, seppur con gradimenti molto diversi. Non prenderò in analisi i primi film di Batman, in linea con la serie televisiva, rispettivamente degli anni '40 e '60, nè i film dove Batman è uno dei personaggi (come ad esempio Batman vs Superman, che mi è piaciuto ma non ha l'uomo pipistrello come protagonista), e partirò da quelli di Tim Burton.


Primo posto: Batman il ritorno 
1992 - regia di Tim Burton, con Michael Keaton, Michelle Pfeiffer e Danny Devito
Batman il Ritorno, all'epoca anche a detta della critica, aveva superato persino il primo capitolo.
Criticato da alcuni anche per essere troppo oscuro e violento, in realtà faceva di questo lato dark il suo punto forte: nessun film ha incarnato perfettamente l'eroe tormentato, l'atmosfera cupa e gotica e il mood di Batman e Gotham City, come questo film. Altri ci hanno provato, solo lui c'è riuscito.
Una piccola curiosità: è il primo film in assoluto che vidi al cinema, ero bambino.
Non solo il miglior film su Batman, ma anche uno dei migliori film sui supereroi, e anche uno dei più bei film in assoluto. Uno dei migliori film di Burton, una delle migliori interpretazioni di Keaton, strepitosi Devito e Pfeiffer. La miglior incarnazione di Batman. Vince nettamente su tutti. Un film che non ha eguali.

Secondo posto: Batman
1989 - regia di Tim Burton, con Michael Keaton, Jack Nicholson e Kim Basinger
Il primo iconico film di Batman, anche se non corposo come il secondo, è un film che ha cambiato il cinema, che ha consacrato Tim Burton, e un Jack Nicholson strepitoso. Keaton è leggermente oscurato dall'interpretazione forte e caratterizzata di Nicholson, ma aveva già interpretato egregiamente quel super eroe in parte se vogliamo oscuro, consacrato nel sequel.

Penso che per regia, caratterizzazione e stile, questi due primi posti siano intoccabili a prescindere, poi il resto è legato più ai gusti personali.

Terzo posto: Batman Begin
2005 - regia di Christopher Nolan, con Christian Bale, Liam Neeson, Katie Holmes, Michael Kane, Gary Oldman
Con Batman Begin si tenta la non facile operazione di eseguire un reboot della serie, e come sappiamo tante volte i reboot si rivelano un flop, o nella realizzazione, o nella mancanza di fedeltà, o nel confronto con l'originale, o talvolta con dei flop non riuscendo a rilanciare l'interesse per il soggetto che rilanciano. Ebbene Begin merita il terzo posto nella classifica per aver compiuto questa difficile missione mantenendo inalterato tutto quanto. Ha il pregio di essere fedele al concept di Batman, se vogliamo anche ad alcune caratteristiche del Batman di Burton, ma senza copiarlo, e rilanciando una nuova caratterizzazione, con la forte personalità registica di Nolan.
La storia si apre e si chiude con il giusto Pathos, scegliendo anche una linea narrativa interessante e ancora non sfruttata in un film, quella dei personaggi, sempre noti nella serie animata, di Ra's al Ghul e dello Spauracchio, entrambi interpretati magistralmente, Neeson in particolare fino alla fine non ci si aspetta chi sia realmente.

Quarto posto e quinto posto: Batman: il ritorno del cavaliere oscuro ex equo con Batman Forever
2012 - Il ritorno del cavalieri oscuro: regia di Christopher Nolan, con Christian Bale, Anne Hathaway, Tom Hardy
1995 - Forever: regia di Joel Schumacher, con Val Kilmer, Chris O'Donnel, Nicole Kidman Jim Carrey, Tommy Lee Jones
Due film diversi ma simili, entrambi molto col sapore di sequel, ma entrambi che funzionano. Due stili totalmente diversi nella regia, il primo di Nolan, mentre il secondo di Schumacher (fra l'altro mancato proprio quest'anno). Il primo, Il ritorno del cavalieri oscuro, Seppure manca di alcuni elementi forti, su tutti di alcune interpretazioni e di alcuni dialoghi, rispetto al suo prequel, tuttavia riesce meglio di quest'ultimo nello svolgimento della trama, scorre molto meglio, intrattiene di più, non si perde. Meno profondo, ma anche meno disturbante del primo. Un discorso analogo per Forever, che introduce per la prima volta in un film il personaggio di Robin, e che ha due villain diversi fra loro ma estremamente caratterizzata, in particolare Jim Carrey che fa completamente suo il personaggio. Una fotografia innovativa e particolare, per quanto sia un sequel dei primi due film, ne è quasi un reboot per via del drastico cambio di stile.

Sesto posto: Batman: Il cavaliere oscuro
2008 - regia di Christopher Nolan, con Christian Bale, Heath Ledger, Aaron Eckhart 
In molti avrebbero immaginato questo film al terzo posto. Ho trovato varie classifiche di critici internazionali, dove era tale. A mio avviso invece no, può essere uno dei migliori della saga per alcune situazioni, dialoghi, personaggi, ma non come film complessivo. Per me è il più sopravvalutato della saga e per questo motivo è quello su cui mi soffermo maggiormente. Ha una trama complessivamente troppo macchinosa, troppo compiaciuta, troppo rapida nell'aprire e liquidare situazione e personaggi: Joker, Two face, troppo rapida la loro ascesa e discesa, troppe lacune nella sceneggiatura.
A tratti estremamente filosofico (la contrapposizione fra Joker e Batman), a tratti sembra quasi un filmetto leggero (Bruce che per far ingelosire Rachel arriva in elicottero con due ragazze, oppure la lettera a fine film, che ha il pretesto narrativo di lasciare Batman agire senza rimorsi, sembra quasi uscita da un film drammatico sentimentale come PS. I love you, per carità bel film, ma di tinte che non c'entrano nulla con Batman!). Ma si toccano anche momenti terribili, il peggio si ha quando Batman diventa James Bond in alcune azioni che hanno ben poco a vedere con un super eroe oscuro, e sembrano più quelle di un agente segreto. O quando Batman non è più se stesso, ma perde la "serietà" che contraddistingue Wayne, uscendo troppo dal personaggio.
Tornando alla sceneggiatura, rispetto alle singole situazioni che il film offre, l'ho trovata debole e confusa, altalenante, talvolta lenta, oltre che come dicevo, in tante situazioni tirata via, che crea tuttavia un bel film grazie ad una regia spettacolare (Nolan non delude mai) a degli interpreto formidabili già confermati in begins, e le new entry rispetto al precedente capitolo (come Aaron Eckhart, e compresa Rachel, nonostante non sia più Katie Holmes ma ora Maggie Gyllenhaal). E su tutto, resta memorabile l'interpretazione del Joker di Heath Ledger, l'unica paragonabile a quella di Jack Nicholson del primo Batman. Anche alcune situazioni e alcuni dialoghi presi a se stanti sono memorabili e decretano il successo del film.
Complessivamente è un bel film, ma come ho detto, molto overrated, perchè ha una serie di elementi davvero forti, ma dall'altra parte, pecca altrettanto in tante altre cose. Una storia del genere avrebbe avuto bisogno di due film, o di essere per lo meno una trilogia (il che avrebbe portato Batman a cinque film!), ma appunto così com'è, lo metto al penultimo posto.

Settimo posto: Batman & Robin
1997 - regia di Joel Schumacher, con George Clooney, Arnold Scwharznegger, Chris O'Donnel, Uma Thurman, Alice Silverstone
C'è poco da dire su questo film, che metto in fondo alla classifica, ma che come dicevo, ho apprezzato come ho apprezzato tutti i film della saga. E' un film carino, molto fumettoso, molto finto, quasi troppo. Registicamente essendo sempre di Schumacher, lo stile riprende quello di Batman Forever, ma lo fa in maniera molto più da serie televisiva, e meno cinematografica.
Ottimo cast, splendidi costumi, belli i personaggi aggiunti, ma nel complesso troppo leggero rispetto agli altri film della serie. Forse a livello di cast è il film che ha quello con più nomi (tutti insieme) di tutta la saga. Come dicevo, i costumi sono forse quelli più belli di tutta la serie. Il cast spazia con tantissimi nomi, persino Scwharznegger, che onestamente avrei visto meglio a fare Batman (cioè o lui o Clooney, perchè anche quest'ultimo sta molto bene nella parte). La Thurman è perfetta e magnifica ad interpretare Poison Ivy, ma il mio debole è per Alice Silverstone, bellissima, ingenua e al tempo stesso terribilmente sexy in quel costume aderente che mostra le sue curve.
Peccato per una storia debole, leggera e troppo cartoon/series e molto poco cinematografica.



Cosa aspettarci per il futuro? Personalmente mi piacerebbe vedere un adattamento cinematografico de "La maschera del fantasma", di cui esiste un bellissimo lungometraggio animato, e di cui ho trovato un fan movie italiano, low budget ma da premiare per l'impegno, di cui vi metto il link:
https://www.youtube.com/watch?v=ECAQ8-oAJJM&feature=emb_title

Spero non faranno degli ulteriori reboot, anche se personalmente ho trovato Ben Affleck in Batman vs Superman, contro ogni aspettativa, e quindi a sorpresa, molto bravo e giusto nel ruolo di Bruce Wayne/Batman.

giovedì 23 aprile 2020

Alien - storia della saga

Il primo Alien
Doveva chiamarsi Spacebeast ed essere il classico horror/b-movie, ma il titolo venne sostituito con il più generico, ma al tempo stesso accattivante, Alien.
Per quanto alcune dinamiche riprendevano tali film, col gruppo di persone isolate, una alla volta decimate dal "mostro", a livello registico il film era molto curato, dopotutto parliamo di Ridley Scott, che fu scelto dopo un iter di selezione non facile. Basti pensare che stesso creatore di Alien, Dan O'Bannon, aveva pensato di dirigerlo. Ma è stato proprio lui, O'Bannon, che aveva creato questo progetto sin dai tempi della scuola di cinema.
E così nella sua semplicità, e anche ingenuità, nasce Alien, capostipite di un franchising di culto che tutt'ora spopola fra film, fumetti, videogames, ecc..
Un gruppo di ricerca scientifica a bordo della nave Nostromo, mentre faceva ritorno sulla terra segue un segnale di soccorso, e giunge sulla superficie della luna di un pianeta, sulla quale troverà un enorme alieno (lo Space Jockey, ma vedremo meglio dopo di cosa si tratta), e dove un membro dell'equipaggio verrà attaccato da un piccolo alieno (un facehugger) che utilizzerà il suo corpo come incubatrice per un alieno più grande (lo xenomorfo, il mostro alieno diventato di culto) che sterminerà tutti i membri dell'equipaggio a parte la protagonista.
Il film sicuramente non brillava per originalità (era praticamente "Lo squalo" nello spazio, come lo definirono gli sviluppatori stessi) e non aveva una sceneggiatura solida, ma il concept dell'alieno, le ottime interpretazioni degli attori, l'atmosfera creata da Scott (seppur ancora acerbo come si vede) l'hanno reso un film cult.

E' un film che si merita un 8 pieno.

Scontro finale
Prima dell'uscita del sequel ufficiale di Alien, ci troviamo davanti ad un episodio bizzarro per non
dire unico nel suo genere: il regista italiano Ciro Ippolito (con lo pseudonimo di Sam Cromwell) girò un film intitolato Alien 2, che riprendeva in parte la trama del primo film, ma soprattutto ne voleva sfruttare il successo. Il film infatti riuscì ad essere distribuito in tutto il mondo con un notevole incasso al botteghino. Nonostante la Fox fece causa alla produzione per l'utilizzo improprio del nome, il regista e il suo staff vinsero la causa, in quanto Alien non era registrato.

Dopo questa comica parentesi, vediamo come è nato Aliens: Scontro finale, probabilmente il miglior capitolo di tutta la saga, in assoluto.
Il concept alla base era nato da un'idea di Cameron, il soggetto di "Mother", scritto da lui alcuni anni prima, in cui una donna con un'armatura combatteva contro un alieno.
Cameron così creò il capolavoro: un film che aumentava all'ennesima potenza tutto ciò che era nel precedente: azione, alieni, e convinse la Weaver a partecipare al film, scrivendolo insieme al regista.
Per il ruolo di Newt vennero provinati tantissimi bambini, anche attori, ma alla fine è stata scelta Carrie Henn, una bambina senza nessuna esperienza precedente, ma che era perfetta nel ruolo.
Lance Henriksen era stato scelto per interpretare Bishop, il nuovo androide, questa volta buono, rispetto al precedente Ash del primo Alien (dove più che cattivo, l'androide era più che altro privo di ogni emozione e completamente al servizio della compagnia). Mentre Michael Bihen nel ruolo del caporale Hicks.
Tutti personaggi che diventeranno icone del cinema di fantascienza.

La storia, lo sviluppo e tutto quanto, come dicevamo, elevano all'ennesima potenza il potenziale creato nel primo Alien, creando un prodotto più completo, profondo e caratterizzato.

Ripley è tornata sulla terra, dove sono scettici sulla sua esperienza. Verrà richiamata per dare supporto ai marines coloniali, un corpo speciale di soldati dello spazio, che sorvegliano le colonie terrestri, su Hadley's Hope, colonia umana dell'asteroide LV-426 (noto anche come Acheron).
Infatti dall'asteroide (lo stesso del primo film), ora terraformato, in quanto sono passati 57 anni (Ripley è stata in ipersonno). Sulla colonia Ripley insieme ai marines scoprirà che gli abitanti sono stati uccisi e l'unica sopravvissuta è una ragazzina di nome Newt.
Dopo una vera guerra fra marines e xenomorfi (di cui ne viene presentata una variante rispetto al primo, i "guerrieri") si arriverà alla regina, che verrà uccisa alla fine del film dai sopravvissuti del gruppo: Ripley, Newt, Hicks e Bishop.

Voto 9 - il migliore della saga, e uno dei migliori film di sempre, soprattutto nel suo genere


Alien 3 - era meglio non farlo
Il terzo film non era in programma, non a caso il secondo si chiamava "scontro finale". Lo sviluppo della sceneggiatura e la produzione di Alien³ sono state tra le più lunghe e travagliate dell'intero franchise. Il film doveva avere tutta un'altra storia rispetto a quella che si vede (la "vera storia" si trova in un fumetto, dal titolo William Gibson's Alien 3) e a mio avviso per scrivere e approvare una cosa del genere dovevano essere tutti ubriachi. Probabile l'avessero fatto perchè ormai la tiritera di cambi di regia, di sceneggiatori, di produzione ecc.. aveva stancato tutti, e quindi ormai lo fecero con l'ultima variante prossima alla produzione, ma come ho detto, dopo aver bevuto sicuramente molto.
Questa porcata di sceneggiatura (anzi, questa mezza porcata, il perchè lo capirete dopo leggendo di covenant) è stata scritta da Vincent Ward, regista niente meno che di "Al di là dei sogni", un film meraviglioso, e che metto fra i miei film preferiti. Quindi voglio pensare che un regista visionario e sensibile come lui, fosse ubriaco per aver scritto Alien 3.
La regia è di David Fincher, alla sua prima opera. Regista sicuramente importante e di grande talento (Seven e Fight Club su tutti, due film cult nel loro genere) ma che a me personalmente non è mai piaciuto e che con Alien 3 non ha fatto un gran lavoro. Lui stesso ha rinnegato infatti il film attribuendone la mal riuscita alla mancanza della possibilità di operare scelte artistiche.
La storia si può riassumere in modo molto semplice: indietro anni luce da scontro finale, è un passo indietro, una brutta copia del primo Alien, che non cadeva mai nel grottesco o nel macabro, ma anzi tendeva a scioccare e spaventare. Qui è l'esatto contrario, al massimo disgusta e annoia.
Newt, Hicks e Bishop sono morti nello schianto (vengono tolti perchè "a Ward non piacevano". Chissenefrega se il pubblico li adorava, se erano personaggi iconici, Ward aveva il potere decisionale di Kubrick, anche se non era nessuno - anche se ha diretto uno dei miei film preferiti che è "al di là dei sogni", i fatti sono questi, li ha tolti solo perchè a lui personalmente non piacevano). Ripley finisce all'interno di una colonia di ex criminali, alcuni più sennati, altri esaltati, dove l'unico che ha un po' di testa muore fra i primi, il dottore che cura Ripley all'inizio.
L'idea del carcere non sarebbe nemmeno brutta, ma senza il gruppo che si è creato nel secondo capitolo (la cavolata più grossa che pesa sul tutto) e con una sceneggiatura così misera, oltre che con un solo alieno, stendono completamente il franchising creato nel secondo film.
Interessante il finale, col sacrificio della protagonista, unica nota positiva nel tutto insieme alla scena d'azione nei tunnel (che con più alieni avrebbe avuto senso, ma così risulta abbastanza ridicola nel concetto, per quanto ben girata) e alla fotografia, molto curata e con uno stile caratterizzato tutto suo (il primo Alien era sul verde, il secondo sul blu, questo sul rosso, parlando di tinte generali).
Le scene sono per lo più disgustose, macabre e grottesche (come quella del cane, o dell'autopsia), l'alien è uno solo (in forma canina), non fa paura, non fa orrore, fa solo nostalgia dei due capitoli precedenti. Una delusione totale.

Voto 4, come il numero di film che compone la prima saga.

Interessante il fatto che fosse uscita prima una serie a fumetti che raccontava una versione alternativa della storia dove Newt, Hicks e Bishop si salvano e combattono contro gli alieni in un pianeta con l'aspetto di una giungla e insieme ad altri marines coloniali. 
Poi un altro fumetto dal titolo "Alien 3 original script by Gibson" che sarebbe una versione a fumetti della prima storia originale, dove si salvano anche in questo caso Newt, Hicks e Bishop. Idea che era stata ripresa in parte anche in via ufficiale nell'ipotetico Alien 5, che sarebbe stato diretto da Neil Blomkamp e di cui la Weaver era entusiasta, soprattutto per il ritorno dei tre personaggi (adorati anche dai fan) e una storia che avrebbe richiamato come direzione i primi due capitoli. Progetto studiato nel 2016 e purtroppo finito nel dimenticatoio.


Alien 4 (La clonazione) - si riemerge dagli abissi
Una piccola premessa: questo quarto capitolo di Alien non è niente di che, ma è talmente più divertente e fatto meglio rispetto al terzo capitolo, che forse appare più bello di quello che è realmente.
Una curiosità: ho conosciuto due degli attori, Gary Dourdan, e Kim Flowers, che era sparita dalla scena, ma che ho ritrovato su facebook.
Tornando al film, il regista è Jean-Pierre Jeunet, regista francese noto principalmente per il film "Il favoloso mondo di Amelie", un film molto carino, naive, di tutt'altro genere, si tratta di una commedia sentimentale. Io non so con quale criterio sia stato scelto, proprio dopo questo film, per dirigere il quarto capitolo della saga di Alien, ma la regia ha funzionato: il film è davvero ben diretto.
In particolare
La sequenza subacquea ispirerà una scena di Deep Rising, bellissimo film diretto da uno dei miei registi preferiti, Stephen Sommers.

La storia si svolge 200 anni dopo gli eventi del precedente film, Ripley in qualche modo è stata clonata e si trova sulla nave spaziale Auriga. La Ripley clonata possiede alcuni poteri degli xenomorfi, in quanto sono stati fatti diversi esperimenti e tentativi prima di arrivare a lei.
Nel frattempo arrivano sulla nave anche un gruppo di contrabbandieri. Tutti si troveranno coinvolti nell'esperimento fuori controllo che riempirà la nave di xenomorfi, e dovranno combattere per la loro salvezza.

Il film è inferiore al livello dei primi due capitoli, ma per lo meno dopo il terzo rialza la qualità, la tensione e fa ritornare effettivamente come mood gli alieni sul grande schermo col botto.
Certo la storia è un po' macchinosa e a volte tirata via, ma questo non incide così tanto sul risultato finale, creando un film comunque godibile. Si ritorna almeno a quei cunicoli oscuri che avevano reso celebre la saga. Troviamo anche l'alien umano, che non ha molto senso "scientificamente parlando" (in relazione alla scienza che spiega gli xenomorfi e il loro ciclo vitale) e che impietosisce lo spettatore più che spaventarlo, creando quasi tristezza. La sceneggiatura nel complesso seppur parte bene, si sviluppa così così, ma la regia e l'atmosfera salvano decisamente il film.

Voto 7



Prometheus - il declino della saga

Nel 2012 purtroppo viene ripresa in mano la saga cinematografica, e Ridley Scott torna alla regia.
Promethus non è così brutto, se non facesse parte della saga, sarebbe solo un banale film di fantascienza,  ma purtroppo si porta quell'eredità, e non bastano buoni effetti speciali, una regia accattivante e alcuni spunti interessanti, il film è mediocre. E questo lo si percepisce ancor di più se lo si paragona al resto della saga. La cosa più assurda è il cambio di visione degli space jockey: da misteriosi alieni dotati di proboscide e con poteri di telecinesi, sono diventati dei brutti umanoidi giganti, stupidi e tonti. Eppure nei fumetti e nei videogiochi ufficiali avevano una loro caratterizzazione, un certo background, tanto che nel videogioco Alien Infestation, troviamo anche un alien uscito da un Jockey, e infatti con la proboscide.
Il loro ruolo non sarebbe chiaro, si pensa abbiano a che fare con gli xenomorfi, o comunque li abbiano incontrati prima degli umani, come infatti ne viene ritrovato uno nel primo film.
Eppure nonostante ciò, qualche "genio" (se in Alien 3 si erano ubriacati, qui siamo passati all'eroina) ha voluto togliere questo alone di mistero e fascino, creando dei banali dementi giganti che avrebbero creato sia gli xenomorfi che la razza umana. Un mix di insensatezza e demenza (ma ancora non siamo ai livelli di Covenant). In originale, come erano stati concepiti dal genio creativo O'Bannon, che lavorava a stretto contatto col visionario Giger, questa era una razza con un loro background, una loro civiltà, dal nome di Mala'kak. In Prometheus sparisce tutto, e vengono sostuiti con un nome davvero "originale e brillante"... Gli ingegneri. No comment. E notare che anche nei videogame ufficiali compariva l'Alien derivato dal Jockey, che aveva la proboscide, a riprova di come quella razza era stata concepita. 
La storia molto banale: un gruppo di ricerca, tutti personaggi abbastanza stereotipati ad esclusione della protagonista, più caratterizzata (l'unica che si salva insieme all'androide) va ad esplorare un nuovo pianeta a seguito del ritrovamento di una mappa stellare in una caverna sulla terra. Spedizione finanziata dalla Weyland Corporation, la controversa compagnia che troveremo in tutta la saga e negli spin-off. Una volta arrivati verranno tutti decimati, nei modi più stupidi, perchè anche se sono una squadra di ricerca, sembrano più una squadra di ebeti allo sbaraglio. Alla fine risveglieranno una sorta di cavernicolo mentecatto e in preda all'isteria, che senza alcun motivo vuole uccidere tutti e sterminare il genere umano. Verrà fermato dal sacrificio di alcuni del gruppo e ucciso da una specie di alieno (gli alieni presenti nel film sono ridicoli e patetici rispetto agli xenomorfi, sembrano la copia povera, e richiamano alla mente le schifezze di quei b-movies che copiavano l'originale Alien).
Sopravviverà appunto solo Elizabeth, che poi insieme all'androide si dirigerà verso il pianeta degli ominidi dementi.

Voto 4 - diciamo 5, se non fosse stato collegato alla saga. Ma in ogni caso un film mediocre, scritto con i piedi, che offende la saga originale risultandone la copia povera e misera, e dove si salvano solo regia ed effetti speciali.


Alien: Covenant - la distruzione della saga (e di Scott)
Difficile trovare le parole per descrivere questo film. Se con Prometheus sembrava di aver toccato il fondo per quello che riguardava la saga di Alien, con questo si è scavato oltre ogni limite, si è superato lo zero assoluto.
Il film sembra girato sull'appennino tosco-emiliano con l'aggiunta di funghi giganti.
I personaggi sono più stereotipati del primo capitolo e più stupidi, La sceneggiatura è per lo più senza senso, non si capisce il perchè delle azioni di gran parte dei personaggi, se non quello di collegare fra loro scene splatter gratuite e squallide.
Mentre il primo capitolo al di là della trama ridicola era per lo meno ben diretto, questo è pessimo, e nonostante il cast, troviamo alcune interpretazioni ai limiti del ridicolo, probabilmente anche per colpa di un copione orribile. Il personaggio di David 8 sembra la parodia del cattivo schizofrenico degli anni '70, ma lo è inconsapevolmente. Almeno fa ridere tanto è penoso.
Il montaggio è tremendo, ci sono persino diversi errori che rendono alcune scene sbagliate.
Uno dei peggiori film di fantascienza esistente.
Distrugge la saga di Alien e il nome di Scott in una volta sola. Un disastro.
Scott disse: "Se volete davvero un franchise posso mandare avanti l'ingranaggio per sei film".
Ridley, ti prego, fermati. E' vero che fare un film peggiore di questo è difficile, è vero che in altri sei film almeno uno per logica statistica potresti azzeccarlo, ma io lo dico lo stesso, per rispetto a quella che è stata la tua saga e a quella che è stata la tua carriera, fermati.
La storia è un susseguirsi di situazioni prive di senso, dove la base è la pazzia dell'androide David, che vuole diventare una sorta di divinità, ha crisi di schizofrenia con se stesso (come dicevo, se fosse stata una parodia dei villains anni '70 avrebbe funzionato), e vuole diventare il padrone dei mentecatti giganti e degli umani in missione nel regno dei funghi giaganti.

Voto 3 - oltre ogni aspettativa


Alien 5: troppo difficile autorizzare un bel film
Come accennato Neill Blomkamp avrebbe dovuto dirigere sviluppare Alien 5, un progetto che alla fine non è stato mai realizzato, ma di cui troviamo alcuni concept art precedentemente inediti realizzati da Geoffroy Thoorens, che facevano ben sperare ma soprattutto che creano rabbia in qualsiasi appassionato degli xenomorfi che li veda: si sarebbe tornati a respirare quell'atmosfera tipica della saga.





                                        

Nel nuovo lungometraggio come detto poc'anzi sarebbero stati presenti sia Hicks che Newt, che Bishop portando così ad un cambiamento rispetto ad Alien 3 in cui i tre erano stati dichiarati stupidamente morti. Il tutto si sarebbe ricollegato al finale alternativo di Predator del 2018 


In un'intervista Breanna Watkins, stunt e attrice ha dichiarato:
"Mi ha diretto lo stesso Shane Black con la prima unità. C’erano una serie di battute che dovevo dire nei panni di Rebecca ‘Newt’ Jorden, ed avrei dovuto interagire con diversi personaggi. Fu un grande momento perché mi resi conto che avrei interpretato la versione adulta di Newt."

Furono girati quindi due finali per quel Predator, ed uno dei quali aveva a che fare con i viaggi nel tempo, e con il ritorno nel franchise di Alien di Newt, Hicks e Bishop. Progetto ahimè saltato, nonostante le ottime premesse. Si va direttamente ad aspettare Romulus quindi.


Spin off:
Alien compare anche in altre numerose opere, fumetti, a volte molto belli e collocati principalmente dopo il secondo film, videogame (alcuni meravigliosi) ma mi soffermo sugli spin off cinematografici in cui troviamo gli xenomorfi: il primo è Alien vs Predator. Bel film, diretto da uno dei miei registi preferiti, Paul W. Anderson. Certo non un capolavoro, ha una trama abbastanza banale e limitata, ma nel complesso funziona a dovere.
Ci si poteva aspettare a questo punto un sequel con tante idee, come nell'omonimo videogame, dove su chissà quali pianeti troviamo i colonial marines (la cosa più bella e meno sfruttata della storia del cinema nel suo genere), gli yautja (i predator) e gli xenomorfi. No, troviamo una schifezza immonda dove si sfidano sulla terra, creando una trashata pazzesca degna dei peggiori horror del passato.
Ben peggiore di Covenant, ma con meno responsabilità in quanto film nato senza pretese. Un film da evitare come la peste, orribile sotto ogni punto di vista. Chi l'ha scritto e chi l'ha diretto dovrebbe cambiare lavoro (i registi infatti sono effettisti speciali, e devo dire che ottenuto lo stesso risultato che otterrei io, regista, se mi mettessi a fare computer grafica in 3d! Cioè zero). Uno dei peggiori film che io abbia avuto la sfortuna di vedere.
Sui videogame ci sono tantissime opere a cui sarebbe da dedicare un articolo intero.


Space Jockey
Nel 2012 un mio amico, Simon Gamal, scrittore e produttore, grande appassionato della saga di Alien, scrive un cortometraggio che si voleva incentrare sullo Space Jockey.
Ispirandosi al primo Alien, ai romanzi e ai fumetti, prima che Prometheus rovinasse questo personaggio scostandolo dalla visione originale di O'Bannon e Giger.
Mi ha chiesto di dirigere il film e la produzione, ed è così nato questo progetto, scritto e prodotto da lui, e diretto da me. L'abbiamo iscritto in numerosi festival vincendo diversi premi, fra cui anche il festival di Ridley Scott, che Simon ha avuto la fortuna di conoscere alla prima di Prometheus.

La storia è quella di un gruppo di ricerca composto da uno scienziato, un prete e un androide, scortati da alcuni marines coloniali, durante la ricerca di nuovi mondi atterranno su un pianeta, sul quale trovano un Mala'kak, all'interno di una struttura aliena, che parla con loro telepaticamente. Le domande che vengono poste variano a seconda di chi le pone, troveremo prima quelle scientifiche e tecniche, poste dallo scienziato, poi quelle più spirituali, da parte del prete, che rappresenta la parte etica della spiegazione. A sorpresa l'androide seguirà la strada della spiritualità e scoprirà di possedere un'anima. Ma la struttura è anche infestata dagli Xenomorfi.

Questo il link al mini sito con le curiosità e le citazioni dalle altre opere della saga
http://www.dreamfactorystudio.eu/spacejockey/story.htm

Qui potete vedere il cortometraggio:





venerdì 3 gennaio 2020

Recensione: Star Wars - L'ascesa di Skywalker (episodio IX)

Avevo già recensito diversi film della nuova generazione, ma in particolare vi rimanderei alla mia recensione de "Il risveglio della forza" dove potete vedere le mie opinioni sull'avvio della nuova saga, oltre ai confronti con l'universo espanso.

>> Attenzione spoiler! <<

Partiamo con una piccola introduzione, prima di tutto questa trilogia dovrebbe essere considerata, rispetto alle altre due trilogie e a tutto ciò che è Star Wars - Guerre Stellari, un qualcosa di non canonico, una sorta di spin off o un what if (tipo una sorta di universo parallelo in cui l'impero ha vinto) poichè apporta numerose contraddizioni con il resto della saga, ma questo lo vedremo meglio successivamente.
Ho visto al cinema il settimo capitolo della saga, il primo di questa nuova trilogia, e come dissi nella recensione, preso come film a se stante, è un bel film, ma paragonato al resto della saga, perde moltissimo.
Episodio VIII, Gli ultimi Jedi, lo vidi in aereo, e l'ho trovato leggermente superiore rispetto al primo, ma ancora siamo molto lontani dai canoni della trilogia.
Ora finalmente, dopo tre film ci sono riusciti, ce l'hanno fatta, è un film che ci riporta con la mente all'epicità della saga, di guerre stellari, è un film che ha situazioni epiche, commoventi, citazioni, easter eggs, e ci porta di nuovo a sentirci in quella galassia lontana.. Sottolineo, un enorme miglioramento, un bellissimo film, ma questa trilogia stona tantissimo con tutta la saga, per il modo in cui è scritta. Si salvano i personaggi, questi sarebbero potuti essere gli stessi, ma in una storia decisamente costruita in modo diverso, e coerente col resto della saga.
Ma ora parliamo brevemente del film sotto l'aspetto tecnico: diretto molto bene, anche se J.J.Abrams
ha questo modo di inquadrare tagliando parte della testa, cioè una via di mezzo fra primissimo piano e primo piano, che non lascia aria intorno ai volti (cioè spazio, per chi non lo sapesse, fra le cornici dell'immagine e i volti) e dando a tutto tante volte il senso di videoclip. In altri casi fa delle inquadrature storte, alla Paul Anderson, che io steso apprezzo molto e utilizzo, ma in situazioni a mio avviso ingiustificate (l'inquadratura storta serve registicamente a spaesare o creare situazioni particolari. In altre l'ho trovato molto piacevole e originale, per esempio nel finale c'è un'inquadratura molto naturale che mostra ad altezza dei personaggi i protagonisti che si abbracciano felici (anche se le inquadrature dei militari ribelli che gioiscono le ho trovate un po' ridondanti perchè tutte simili, tipo un film di guerra più che di fantascienza; ma poi ho scoperto - in quanto nella velocità del film nemmeno lo si capisce, che lo scopo era di mettere un bacio omosessuale per assecondare la malattia cronica del politically correct, che antepone la morale all'arte, soffocandone la libertà di espressione, ma lasciamo perdere).
Bravi gli attori, sono ottimi interpreti, tutti quanti. Su tutti la protagonista, Daisy Ridley, che se va avanti così, ha davanti una grande carriera cinematografica: intensa, rancorosa, carismatica. Carina, non bellissima, ma con un volto ed un'espressività interessanti.
Colonna sonora ovviamente top.. John Williams. Bella la storia per come è gestita, e intendo la storia di questo singolo episodio, non collegandolo alla saga, dove al contrario ha moltissimi buchi.
Il rapporto di amicizia fra i protagonisti è molto bello, come quando vanno a salvare Chewbacca mettendo in secondo piano la missione. L'umanità di Rey, in contrasto con la sua paura del lato oscuro è molto profonda, e resa intensa dalla sua sopracitata interpretazione. Anche la conclusione è molto particolare, richiamando quella casa che tutti ricordiamo, a Tatooine.
E' un film che preso a sè merita almeno un 9 per come è complessivamente strutturato. Preso col resto della saga caliamo ad un 7.

E ora torniamo andiamo a vedere le citazioni presenti nel film:

Troviamo il personaggio di Snap Wexley (interpretato da Greg Grunberg, amico di Abrams, che interpretava il pilota dell'aereo nella serie Lost) dello squadrone Blu, un personaggio minore nel film ma con un certo background nei libri dell’universo espanso. La scena in cui Snap viene abbattuto a bordo del suo caccia stellare richiama a sua volta un’altra celebre scena, quella della morte di Jek Tono nella battaglia di Yavin, nel primo Star Wars (IV, una nuova speranza).

Nella versione originale il regista Abrams doppia il droide D-O.

Quando Solo compare a Kylo sotto forma di fantasma, prima che il figlio, pentito, possa dirgli che gli vuole bene, Ian gli risponde semplicemente: “Lo so“. Proprio come aveva detto a Leila nella celebre scena in cui lei gli dichiara il suo amore prima di essere ibernato nella grafite da Boba Fett.

Compaiono gli oloscacchi, che non si vedevano da una nuova speranza, idem per l'elmetto col paraocchi abbassato durante l'addestramento di Rey (non ho mai capito a che scopo si potesse abbassare il paraocchi dell'elmetto! :D) e troviamo il primo X-Wing di Luke.

A Chewbecca viene data una medaglia al merito. E' una sorta di "regalo" fatto ai fans, per una disattenzione della vecchia saga, dove al wookie non venivano date medaglie da Leila, e qui è la principessa a volere che lui l'abbia.

John Williams fa il suo cameo come Oma Tres, barista sul pianeta di Kijimi, e il nome, anagrammato, è Maestro.

Si riconosce nelle macerie della Morte Nera uno dei pilastri su cui Obi Wan Kenobi si arrampicava nel primo Star Wars, e la sala del trono dell’Imperatore.

Kylo Ren è sbarcato su Mustafar, il pianeta su cui Darth Vader aveva costruito la propria fortezza (visto in Rogue One).

Durante la grande festa che si tiene sul pianeta Kijimi, C-3PO afferma che tali celebrazioni avvengono solo una volta ogni 42 anni: il lasso di tempo non è casuale,poiché corrisponde agli anni passati fra l’uscita nei cinema del primo Star Wars, il 1977, e l’uscita appena avvenuta di Star Wars: L’Ascesa di Skywalker.
La prematura scomparsa di Carrie Fisher il 27 Dicembre 2016 causò il cambiamento in corsa delle trame che riguardavano il personaggio di Leia, che avrebbe dovuto avere in Star Wars: L’Ascesa di Skywalker un ruolo molto più ampio; Lucasfilm precisò fin da subito che il personaggio non sarebbe assolutamente stato ricreato digitalmente, ma si scelse di utilizzare, inserendole in una nuova versione dello script, alcune scene girate dalla Fisher per i due film precedenti escluse dal montaggio finale.

In un cameo, l’attore Denis Lawson compare nei panni di Wedge Antilles, ruolo che non ricopriva fin da Star Wars: Il Ritorno dello Jedi e che aveva rifiutato di riprendere nei due capitoli precedenti della saga.

Exegol, dove si nascondono l’Imperatore Palpatine e il suo Ultimo Ordine. Qui i fan di Star Wars Rebels si sentiranno a casa (per così dire), perché il tempio ricorda molto da vicino un altro luogo sacro dei Sith, quello scoperto sul pianeta Malachor nella serie animata. Inoltre il trono è stato fatto utilizzando dei bozzetti di Ralph McQuarrie che erano stati scartati per Il ritorno dello Jedi.

Invece, tra le statue dei Sith passati se ne cela una che indossa una strana maschera: si tratta di Darth Nihilus, il cattivo dell’indimenticabile videogioco Knights of the Old Republic II.

Al primo incontro tra Kylo Ren e il redivivo Imperatore Palpatine, questi spiega il suo ritorno dalla morte dicendo che il Lato Oscuro della Forza è un sentiero “per abilità che molti considerano innaturali“, una citazione del famoso dialogo tra l’allora Senatore Palpatine e un adolescente Anakin Skywalker.

Troviamo Aftar Ackbar, figlio dell’Ammiraglio Ackbar; già visto nella miniserie a fumetti Star Wars: Allegiance, è doppiato in originale dallo sceneggiatore Chris Terrio e pilota un B-Wing, variante dell’X-Wing disegnata dal vecchio Ammiraglio alieno.

Quando Rey Skywalker riesce a evocare gli spiriti di tutti gli Jedi del passato per aiutarla a sconfiggere Palpatine al massimo del suo oscuro potere sentiamo diverse voci che risuonano fra le stelle: Obi Wan Kenobi, Yoda, Luke Skywalker, Qui Gon Jin, Mace Windu e Anakin Skywalker.

La tecnica di Mace Windu è la stessa che Rey utilizza per sconfiggere l’Imperatore; già il cavaliere Jedi interpretato da Samuel L. Jackson aveva affrontato Palpatine riflettendo su di lui i fulmini della Forza, privandolo di parte della sua forza vitale e anche Rey fa lo stesso. Palpatine si dimostra vulnerabile al proprio potere, che lo disintegra.

Compaiono inoltre numerose navi da guerra già viste in altre opere legate a Guerre Stellari, nella scena del combattimento finale, quando arrivano "i rinforzi":
Eravana, nave guidata brevemente da Han Solo ne Il risveglio della Forza; la Ghost, nave dei ribelli in Star Wars Rebels; il Crucible, antico veicolo usato per il trasporto dei giovani padawan Jedi, visto ne Le guerre dei cloni;  una nave che ricorda molto lo Shadow Caster di Star Wars Rebels; l’Outrider, nave del mercenario Dash Rendar, l’unica – si dice – in grado di competere con il Millennium Falcon, apparsa in vari prodotti multimediali nell’evento tie-in Shadows of the empire lanciato nel 1996 per narrare le vicende tra L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi. Ancora: il Colossus, base dell’Ace Squadron di Star Wars Resistance; e poi diverse navi provenienti da varie ere della saga, tra cui, per esempio, una Nave Controllo Droidi Luchrehulk come quelle impiegate nella battaglia di Naboo in La minaccia fantasma.


Infine chiudiamo con delle critiche, motivi del perchè questa trilogia non abbia senso rispetto alle due trilogie passate:
in primo luogo la cosa più insensata è alla fine del Ritorno dello Jedi, l'Impero era stato sconfitto, tutti i pianeti facevano festa, ed erano tutti felici e contenti. Ora l'Impero è rinato, e gli eroi (a parte Leia) sarebbero spariti? Questa è una cosa assurda, che va contro i caratteri dei personaggi originali e che fa perdere di senso quanto successo appuno, nel ritorno dello Jedi. E il tutto succederebbe senza motivazioni, in modo inspiegabile, al solo scopo di creare una nuova trilogia con una trama alla base stupida e senza senso.
La profezia oltretutto, dice che sarebbe stato Vader a distruggere l'imperatore, e quindi perchè questi rinasce? Succede in alcuni fumetti non canonici che Palpatine torna clonato, ma proprio per questo non canonici, perchè nella saga originale, rispettata dall'universo espanso, Palpatine è stato distrutto da Anakin, come diceva appunto la profezia!
Perchè poi eliminare tutto l'universo espanso, che racconta tutto ciò che è successo subito dopo il ritorno dello Jedi? Lì almeno c'era una spiegazione, ma qui non c'è.
Per non parlare di tante piccolezze all'interno dello stesso film, ma si parla più di incoerenza narrativa che di incoerenza con l'universo di guerre stellari, in questo caso.
A ogni modo, questa trilogia non ha nessun senso, all'interno della trama.
Si sarebbe potuto inventare qualcosa di molto migliore, mantenendo gli stessi personaggi, porto un esempio puramente casuale:
Luke e Han sono stati rapiti, un traditore dei Jedi ha rifondato l'impero. Ecco che tutto avrebbe più senso. Il resto poi poteva evolversi in maniera simile. Ma no, la Disney ha voluto distruggere il senso della saga rendendo Luke e Han, che erano due eroi che avevano salvato l'universo, due inetti che sono spariti senza nessuna ragione, e un impero che è rinato dal niente dopo essere stato distrutto.