domenica 25 dicembre 2022

Cold Moon - sci-fi horror made in Italy

Vi riporto direttamente l'articolo uscito su  
https://www.horroritalia24.it/cold-moon-trailer-della-serie-sci-fi-horror-italiana/


Cold Moon è una serie di fantascienza horror girata e prodotta in Italia.

La serie richiama gli anni 8090 e gli anni 2000, strizzando l’occhio ad anime come Ken il guerrieroVampire Hunter D, e omaggiando saghe cinematografiche popolari del periodo come Blade e Underworld.

Trailer

La scelta è di allontanarsi dalle atmosfere patinate di oggi piene di super eroi e personaggi stereotipati, tornando a quelle più cupevere e crude maggiormente in voga in quel periodo.

Il tutto contornato da elementi in contrapposizione come comicità o romanticismo, proprio per controbilanciare il lato dark della serie.

Altra scelta controtendenza è quella di preferire effetti artigianali e il trucco sul set, rispetto agli effetti speciali e alla computer grafica, che dona al tutto un tocco di cinema indipendente e un maggior richiamo al cinema anni 80.

La voce narrante poi ricorda Dragonball, ed è infatti quella di Gianluca Iacono, ovvero Vegeta.

Cast

Fra i protagonisti attori esordienti e più legato al panorama indipendente/web, come Giada CambriaRita Igbinomwanhia e lo stesso regista Carlo Grotti Trevisan, oltre a volti già noti del cinema italiano come Piero Maggiò.

La regia è di Carlo Grotti Trevisan, principalmente regista di videoclip musicali e spot, ma anche di Saint Seiya Rebirth – la rinascita dei cavalieri dello zodiaco, che è stata fra le web serie italiane più viste nel mondo, con oltre 10 milioni di visite fra youtube e le altre piattaforme.

La serie è stata girata principalmente a Rimini e a tratti include elementi Felliniani che si vanno a mescolare con la fantascienzapersonaggi particolari, come la cartomante, o a volte conosciuti e fermati per strada, come il musicista che suona percussioni costruite con dei rifiuti e del materiale riciclato, che ha anche contribuito alla colonna sonora.

Una digressione probabilmente legata alle radici del regista, che è infatti nipote dello sceneggiatore Tonino Guerra.

Cold Moon sembra quindi portare tante novità, insieme a tanti omaggi, che faranno contenti gli appassionati di questo genere, particolarmente raro in Italia.














martedì 13 dicembre 2022

La serie di Willow: la Disney come sempre riesce a rovinare tutto

E' uscita da poco la serie Disney tratta da Willow, il fantasy cult degli anni '80 scritta da George Lucas (Guerre Stellari) e diretta da Ron Howard (regista del recente Rush e storico interprete di Ricky Cunningham di Happy Days).

Il film originale è un piccolo capolavoro del suo genere, diretto egregiamente (uno dei migliori film di Howard) con una colonna sonora memorabile di James Horner, location incantate, humour, elementi di dark fantasy, momenti drammatici, azione, avventura e tutto quello che si può chiedere ad un film.
Ma soprattutto dei personaggi carismatici, misti, e un ritmo incalzante dall'inizio alla fine.

Una serie che eredita tutto ciò, deve poter essere all'altezza, ma soprattutto dovrebbe essere FEDELE per poter centrare l'obiettivo, e non usare semplicemente il nome per attirare persone e poi presentare qualcosa di simile all'apparenza, ma in realtà molto lontano. Altrimenti la potremmo definire serie "clickbait" in un certo senso.

Il genere e il periodo sono gli stessi di Fantaghirò, e con piacere ho ritrovato delle ispirazioni che possiamo definire anche "scopiazzamenti" perchè in effetti non vi è una citazione ufficiale dell'opera.
I nemici che attaccano il castello all'inizio della serie, nel primo episodio, sono chiaramente copiati o ispirati da Pestilenza, Dolore e Carestia, i tre cattivi al servizio di Darken.
Nel secondo episodio scopriamo che i nani non abitano più al villaggio ma sono scappati in delle caverne che ricordano tantissimo come colore e design, quelle di Tarabas di Fantaghirò 3, o se vogliamo anche il rifugio di Occhio D'oro.

--Attenzione spoiler!--

Detto ciò, a parte queste citazioni e sicuramente una buona regia, ci troviamo davanti ad una grande delusione: l'opera è scritta male, e ha dei dialoghi pessimi. Manca di ritmo, quasi tutti i personaggi mancano di carisma. Manca del fascino dell'originale.


Il primo episodio si apre su un duello fra due dei personaggi principali, la principessa Kit e Jade.

La prima è insopportabile, altezzosa, arrogante e superba. E salvo eccezioni dove dice qualcosa di intelligente, per quasi tutti i tre episodi che ho visto lo spettatore medio ha il desiderio che venga rapita o eliminata in qualche modo perchè ogni volta che apre bocca si fa odiare sempre di più.

La seconda è un'ameba inespressiva che salvo eccezioni (alcuni interventi) è una pianta con una spada.

Fra le due c'è una relazione amorosa, ennesima forzatura lgbt, inserita in un prodotto in cui non c'entra niente, abbassando oltretutto il livello dei dialoghi fantasy/epici/comici dell'originale ad un banale teen drama attuale. Dialoghi e situazioni di questo tipo possono funzionare in una serie come Glee, ma qui c'entra come i cavoli a merenda. Ma si sa la Disney (quella che oggi si chiama tale, perchè c'entra molto poco con la vera magica Walt Disney di una volta) deve per forza essere "woke", cioè far parte di quella cultura inclusiva, perbenista, politicamente corretta che "per regolamento" deve inserire elementi come la fatina turchina queer/trans in Cenerentola o cambiare le etnie dei personaggi in modo fuorviante rispetto al periodo storico, e così via. Andando così però a stravolgere idee e narrazioni in favore del moralismo, e di conseguenza rovinando l'arte nella sua forma più pura. 
Sono d'accordo sul fatto che ciò che ha un potere mediatico debba mandare messaggi di fondo positivi, ma nemmeno farlo fino all'esasperazione diventando parodia della cosa.

Detto ciò, due personaggi praticamente nulli, andando avanti troviamo i
l fratello di Kit, il principe Airk: entrambi figli di Madmartigan (misteriosamente sparito, per giustificare l'assenza di Val Kilmer che già con problemi di salute non poteva girare in periodo covid) e Sorsha che ormai non ha più la personalità del film. Per quanto non brilli nemmeno lui per carisma o altro, almeno ha un po' più di personalità e caratterizzazione rispetto agli altri due pressochè inutili se non per dare quel tono appunto woke alla serie. Sorsha come dicevamo è spenta, non ha più quella verve del film, e ora sembra una regina pensionata che fa monologhi nostalgici.

Gli altri personaggi li introdurrò man mano che riassumo la storia e le sue insensatezze e lacune presenti nella sceneggiatura.

Il film si apre sui due personaggi più inutili e si incentra sulla loro relazione lgbt di cui non frega niente ad un buon 90% del target della serie, per poi spostarsi sul principe "casanova" e sulla sua nuova ragazza, Brunilde, interpretata dall'attrice britannica Ellie Bamber e finalmente troviamo il primo personaggio carismatico nella storia, sia come interpretazione, che come caratterizzazione e scrittura.
Audace, sicura di sè, fa innamorare il principe e lotta per il suo amore, nonostante questi sia di base il playboy del regno e lei sia soltanto una domestica delle cucine del castello.
C'è una cena per presentare il futuro marito di Kit in un matrimonio organizzato, un nerd all'apparenza ebete ma in realtà più sveglio di quello che sembra.
Prima scena senza senso: l'insopportabile principessina mette una mela sulla testa del fratello e dice al futuro marito imposto, per stare con me dovresti essere in grado di centrare la mela col coltello senza colpire mio fratello. Ma vogliono far passare il personaggio per demente, o è demente chi ha scritto la scena? O entrambe le cose? Non lo so. Cioè era troppo difficile dire per esempio "facciamo un duello, devi saper combattere"? Ma il peggio deve ancora arrivare, tranquilli..
Il castello viene attaccato praticamente dai cattivi di Fantaghirò 4, e dopo vari duelli, ben girati in scene spettacolari e bel trucco/costumi/effetti, anche se praticamente privi di coreografie, il principe viene rapito.

E ora abbiamo una cosa così assurda che nemmeno un idiota scriverebbe.
Il principe è rapito, anche uno scemo manderebbe l'esercito o parte di questo (una parte sta a difendere) a recuperarlo. No.. Ovviamente, troppo logico e normale!
Viene fatto un gruppo di scappati di casa per recuperare il principe, ovvero le due amebe (da madre mi rapiscono il figlio e io mando la figlia così rischio di perdere anche lei, geniale!), il nuovo principe (mah si mandiamo a rischiare di morire anche lui!) uno spadaccino galeotto che sembra uscito dal Aladdin, amico di Madmartigan che ne è la sua brutta copia come personalità, e si offre volontario Jorgen, il mentore del principe Airk, che vuole recuperare quello che per lui è come un figlio.

Il gruppo parte ovviamente senza soldati perchè il principe figlio della regina è stato rapito, ma chissenfrega ci sono cose più importanti per i soldati, e si unisce a loro Brunilde, che innamorata del principe vuole trovarlo.

Dopo aver passato la "barriera", una sorta di muro magico che protegge Tir Asleen come delle mura, improvvisamente vengono attaccati dai "cacciatori di ossa" che colpiscono Jorgen.
Altra cosa scritta con i piedi: il gruppo a parte una lieve reazione di paura non fa nulla.. Cioè hanno ucciso un compagno, un anziano fedele servo del regno che ha rischiato la propria vita per salvare il principe, e tutti se ne fregano. Come prima, o li vogliono far apparire stupidi e insensibili, o è stupido chi scrive, o entrambe le cose.
Ma non basta, nonostante la drammaticità della scena, dove è morto uno del gruppo e stanno tutti rischiando la vita, parte per la prima volta una musica avventurosa incalzante, che non c'entra una mazza col momento. La stupidità non appartiene solo a chi scrive quindi, ma si estende anche a chi compone!
E ora il momento più nonsense, addirittura di ciò che abbiamo visto sin'ora, che coinvolte in un attimo tutto, scrittura, regia e montaggio: i cavalli corrono fino ad un dirupo che da sul mare, inseguiti dai cattivi predoni. Il dirupo è sempre più vicino, i  cavalli più veloci, non si fermano, e saltano giù dal dirupo, atterrando a decine di metri in acqua, come se nulla fosse, per poi arrivare ad uno stacco improvviso su tutti felici e contenti che escono dall'acqua, non curanti di aver perso un loro compagno e di aver "volato" senza magie, con dei cavalli, per decine di metri.

E ora il primo colpo di scena interessante e che spiega anche il carisma, dell'unico personaggio effettivamente interessante nella serie: il gruppo giunge da Willow e la serva Brunilde si scopre in realtà essere Elora Danan, la bambina che avevano salvato nel film originale!
Oltretutto l'attrice scelta per impersonarla somiglia anche alla bambina, ormai adulta, che era stata scelta nel primo film come bebè.
Notare che Willow cresciuto sembra il Dr. Grant di Jurassic Park (Sam Neill).

Gli altri episodi sono abbastanza lenti, senza particolari assurdità o noie come questo, ma va fatto notare alla fine del terzo episodio, un'altra situazione totalmente nonsese: ci sono vari combattimenti, in cui tutti rischiano la vita, e in cui Willow non fa nulla. Proprio quando il suo migliore amico, che nel frattempo si era unito al gruppo con lui, viene colpito e successivamente morirà, Willow utilizzerà  una magia per fermare i cattivi del momento (soldati della regina posseduti dalle forze del male).
Ma farlo prima? Ovviamente no.
Inventare un motivo plausibile per cui non l'avrebbe potuto fare prima? Non so che le grosse difficoltà gli hanno dato la forza, o altro? Ovviamente no! Magari lo spiegheranno negli episodi successivi, ma vista la "qualità" della scrittura, ho dubbi a riguardo.

Dulcis in fundo la fotografia, si erano dimenticati le luci? Batterie scariche? É talmente tutto buio alla fine che non si capisce se sia capitato un black out. Ma dopotutto il direttore di fotografia doveva mantenersi alla linea di conformità. 

La serie Willow manca di tutto ciò che contraddistingueva il film originale, non ha le atmosfere, il carisma, nemmeno le location, il ritmo di quest'ultimo.
Un'occasione veramente sprecata da parte di Disney, che poteva finalmente sfornare qualcosa di buono.
Fortunatamente il nuovo ceo di Disney pare prenderà una piega diversa da questa estremizzazione del politically correct a tutti i costi, che aveva già con la sua stucchevolezza decretato (unitamente ad altri motivi) il calo di Netflix. La moda woke ha avuto il suo momento, e come tutte le mode sta passando.

martedì 5 aprile 2022

Mulan - il film in live action

Ciao a tutti, è un bel po' che non scrivo recensioni, ma trovandomi davanti ad un prodotto che mi ha scatenato reazioni differenti nello stesso momento, e che ispira una doverosa critica generica allo stato attuale della Disney.

 Nel 1998 usciva Mulan, bellissimo film d'animazione della Disney, fra i miei preferiti, quando ancora la magica casa americana era degna del nome che portava, e incassava per quello che valeva, e non per essersi uniformata, per non dire appiattita, alle tendenze di mercato. Quindi prima di parlare di Mulan, parliamo di cosa è successo in casa Walt.

La Disney oggi 

Infatti pare che negli ultimi anni i film Disney siano diventati meno magici, più banali, più infantili e più allineati al perbenismo, oltre che allo stucchevole politically correct, che vige nei media in generale. Prima si trovavano film con più chiavi di lettura, dal Re Leone, a la Sirenetta, la Bella e la Bestia e così via, c'erano trame studiate perfettamente, personaggi con psicologie profonde, e appunto diverse letture che venivano date in base all'età della persona che guardava il film. Per esempio nel Re Leone un bambino percepisce la storia principale, e crescendo e rivedendolo ne comprende sempre più sfumature, associazioni storiche, bibliche, metafore, e così via, che inizialmente comprende solo un adulto.
Oggi accade il contrario, prendendo film come Frozen, Ribelle, Vaiana (forse il più carino di quelli citati) ci troviamo davanti a trame che per quanto possano contenere un messaggio positivo, risultano estremamente lineari, banali, senza approfondire le psicologie dei personaggi, senza creare un mondo completo di sue dinamiche, e di conseguenza tendendo a rendere troppo lineari, piatti e omologati i vari prodotti. Frozen è l'apoteosi della banalità, Ribelle mi ero persino dimenticato che esistesse, e così via.
Vaiana (Moana in originale ma anche qui per stranezze di perbenismi vari il nome si sarebbe potuto ricondurre ad una pornostar italiana e allora attenzione mammamia cambiamo subito... che tutela ridicola, io avrei lasciato il nome vero!) è tutto sommato a parte la storia molto semplice e lineare, in generale per un pubblico molto giovane, per lo meno contiene della magia e dei bei valori legati alla natura. Ma nella leggenda originale Moana doveva salvare il proprio amato, ma volendo rendere la storia meno drammatica e più per bambini, nella loro testa hanno voluto semplificare, togliendo cattivi (non esistono reali cattivi nel film) e facendo solo che Moana deve salvare la natura. A parte ciò è un film gradevole, ma rappresenta questo abbassamento dell'asticella in casa Disney, e che troviamo in maniera analoga anche nel live action di Mulan.


Mulan

Quindi torniamo a noi, seguendo la nuova moda dei live action, se con Aladdin, La bella e la bestia e Il Re Leone, la Disney aveva creato film fedeli alle controparti animate, mantenendo il target per grandi e piccini, con Mulan inspiegabilmente ha voluto abbassarlo.

Il film è bello, per carità, ma è la brutta copia del cartone animato; praticamente sono andati a voler togliere tutti gli elementi più belli dell'originale, creando un prodotto più semplice e più infantile, e onestamente non ne comprendo il motivo, ma andiamo ad esaminare meglio.

Partiamo dalla regia, dove troviamo Niki Caro, bravissima regista di cinema, che ha diretto pellicole drammatiche candidandosi anche ad un oscar con North Country, e che a mio avviso ha diretto egregiamente Mulan. Il film ha inquadrature bellissime, una fotografia meravigliosa (diretta da Mandy Walker, non così tanto conosciuta, ma davvero brava) un'atmosfera incantata in alcuni momenti come nell'incontro fra Mulan e il suo amore platonico sul ponte nel finale, il tutto reso ancor più bello da un grading del colore bellissimo e adatto all'atmosfera e alla tradizione cinese. Il montaggio invece è un po' troppo veloce, anche in certe scene lente, continua ad alternare in modo troppo frenetico le inquadrature, ma a parte questo difetto (che si mostra maggiormente accentuato nel dover descrivere un ritmo orientale) sotto questo comparto, il film è eccezionale.
Anche la scelta del cast è ottima, troviamo attori che non subito si riconosceranno, La protagonista Liu Yifei è molto adatta fisicamente al ruolo, ma purtroppo, anche per via della sceneggiatura abbastanza carente non riesce ad emozionare e a trasmettere quello che trasmetteva l'originale Mulan. 

Troviamo poi un cast, nel suo genere stellare:

Donnie Yen che interpreta uno dei comandati, è uno dei più importanti attori del cinema di arti marziali, Jason Scott Lee interpreta il malvagio Khan, e ricordiamo che aveva interpretato Bruce Lee nel film biografico più famoso ispirato dalla vita di Bruce, oltre ad avere un'incredibile somiglianza con la defunta leggenda delle arti marziali.

Gong Li, altra grande attrice, interpreta il personaggio della strega (personaggio superfluo alla fine), Jet Li, altro grande esponente delle arti marziali nel cinema interpreta l'imperatore, mentre un altro attore storico, Tzi Ma, interpreta il padre di Mulan, nelle scene più belle e probabilmente intense del film, fra le poche che ricordano l'originale. Yoson An è un attore che non ha fatto molti film, ma è carismatico, e interpreta bene Chen, che sarebbe il sostituto di Li Shang, il comandante di cui si innamora Mulan, che qui è solo un soldato. E qui comincia la prima cosa che mi fa venire la nausea: sarebbe stato tolto a detta della produzione, per non far arrabbiare i vari moralisti fanatici del meetoo e di altre diavolerie del genere, in quanto rappresenterebbe "il capo che si fa avanti con la sottoposto". Queste sono quelle cose che se ne parli nella vita, va bene affari tuoi, ma non dovrebbero mai contaminare l'arte, perchè così l'arte viene distrutta diventando subordinata alla morale che va di moda nel momento.

E questa scelta da sola, con quella motivazione, già affossa qualsiasi cosa. In più questa scelta è stata molto criticata dalla comunità gay lgbt ecc.. perchè, un po' come accadeva anche in Fantaghirò, se analizziamo in profondità gli eventi, non è chiaro se Li Shang si innamora di Mulan dopo aver capito che è una donna, se lo sospettasse o meno (appunto come Romualdo per Fantaghirò), ed ecco che qui su questo viaggio mentale si lamentavano gli esponenti di questa comunità per questa assenza. A me personalmente come ho detto da solo fastidio che per via di una morale assurda e nauseante, si debba ogni volta contaminare l'arte togliendo cose che magari si sarebbero dovute lasciare.

Ma il difetto più grosso di tutto il film, è la storia: non che sia brutta, presa a sè stante è tutto sommato carina, ma è andandola a confrontare col capolavoro da cui è ispirato, che questo Mulan diventa veramente un'offesa al film originale. Su tutti, e qui facciamo degli spoiler, il cambiamento della protagonista: nel film originale Mulan è una ragazza qualsiasi, e sottolineo questo, che riesce tramite la propria forza di volontà e il proprio ingegno, a diventare al pari agli uomini, se non superiore vincendo. Mentre in questa versione, senza alcun motivo, diventa una specie di maga che ha il "qi" fortissimo per cui abbiamo tipo una super eroina Marvel schiaffata in un film orientale, dove chissenefrega delle sue capacità, siccome ha i poteri allora tutto a posto, rovinando il messaggio alla base del film e della storia da cui è tratto, e americanizzando ciò che è nato orientale, e tale doveva rimanere. Oltre a minimizzare le capacità della ragazza, come se senza i poteri non sarebbe stata all'altezza degli altri uomini.

Sono stati aggiunti molti personaggi inutili, come la strega (interpretata da una sempre bella e brava Gong Li, ma non basta) che serve a giustificare e spiegare i poteri di Mulan, o i due comandanti. Mentre è stato appunto declassato e rinominato Li Shang, anche se l'attore che interpreta il suo rimpiazzo, Cheng, effettivamente ricorda Li Shang fisicamente. La storia d'amore è minimizzata, perchè tutto deve lasciare spazio ai combattimenti, ma anche questi sono pieni di tanta azione, senza violenza e risultando quindi surreali, ovviamente perchè è un prodotto per un pubblico giovane, ma qui si crea un paradosso non da poco: che senso ha riempire di combattimenti aggiuntivi se non puoi renderli realistici? Mistero. E con la smania di rendere tutto spettacolare e ricco di combattimenti perdiamo ciò che ha reso bello e indimenticabile, oltre che magico, il classico originale Disney:

-romanticismo ridotto all'osso, niente storia d'amore con Cheng, diciamo che c'è al massimo un amore platonico e infantile.
-l'assurda e inspiegabile rimozione del personaggio di Mushu, che dava una vena comica e sdrammatizzava il tutto, oltre a caratterizzare il film con una mascotte.
-assenza della trasformazione di Mulan: la ragazza parte senza tagliarsi i capelli, e fa la bella statuina in mezzo ai soldati coi capelli al vento, risultando ridicola ed esibizionista, quando nel cartone animato la sua scena non si basava sull'aspetto fisico e sui poteri ma sul suo ingegno e la sua forza di volontà.
-mancanza di reale emancipazione femminile: la ragazza non diventa forte e pari agli uomini grazie alle sue doti, ma grazie alla fortuna di avere dei poteri. 
-l'assenza degli antenati

Tutto questo fa si che questo film, sbiadisce, per non dire, sparisca completamente, rispetto alla sua controparte animata, risultandone la brutta copia, e togliendone, in maniera incredibilmente stupida e controproducente da parte di chi l'ha scritto, tutti gli elementi chiave e più belli che hanno reso Mulan per quello che è.

Quindi il giudizio diventa difficile, perchè se lo prendiamo come film a sè stante, senza considerare la sua eredità (cioè l'originale) è un film che può meritare anche un 7 per via della realizzazione, della regia ecc.. ma se preso come live action di Mulan, il film diventa terribilmente insufficiente, per l'assurdità dei tagli fatti. Sarebbe come prendere un'importante partita di calcio e farne un film togliendo tutte le azioni più spettacolari e togliendone i rigori, ma trasformandola in una partita più normale.
Avrebbe senso? Ovviamente no! Quindi questo Mulan purtroppo per come è stato fatto, non ha nessun senso di essere stato girato, se non per l'ottima regia, e alcuni messaggi di fondo quali l'onore, la coerenza, la famiglia messa sopra si tutto, e la bontà. Quindi qualcosa si salva.
Hanno annunciato un sequel, speriamo che tornino un po' sui loro passi.